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quinta-feira, 1 de novembro de 2012

Nós na imprensa italiana...

A matéria que segue é do Jornal Corriere della Sera, do dia 24 passado, e diz respeito com depoimentos e investigações acerca de corrupção internacional empreendida por dirigentes da empresa italiana Finmeccanica, para a venda de fragatas militares, mediante pagamento de propinas.

A reportagem cita tratativas e entendimentos, aqui no País, com o então titular da nossa pasta da Defesa, cujo acerto pedido seria de 11% do negócio - 2,5 bi - a ser dividido por três - entre eles o citado-,segundo entendi da reportagem. 

O teto máximo da propina, ainda por aquelas linhas, seria de 3%, sugerindo, ao final, que o negócio não vingara.

Como se já não bastassem a ridícula representação internacional do País, a divulgação, mundo a fora, de turismo sexual e prostituição com menores, a imagem explorada de refúgio paradisíaco para a bandidagem, do vexame e da vergonha da corrupção interna, também já objeto de matérias em outras praças, dos contínuos atos que promovem a instabilidade da sociedade e de ser o maior mercado mundial do crack e, o segundo, no consumo de "coca" (a pasta) evolui-se, agora, para as páginas internacionais da corrupção.

Fica difícil não pensar em se buscar soluções "democráticas" para se promover o retorno dos valores e do respeito para com a "nossa terra".

Segue a reportagem no original, já que presente o admitido receio no incorrer em péssima tradução.
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Finmeccanica, l'accusa del dirigente
«Il ministro chiedeva l'11% di 5 miliardi»

Spunta una tangente da 550 milioni in una trattativa
con il Brasile. Indagato Scajola

NAPOLI - Una percentuale di «ritorno» pari all'11 per cento dell'appalto che in realtà nasconde il pagamento di tangenti a politici e faccendieri. Affari conclusi o avviati in quattro Stati grazie ai buoni rapporti dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dei suoi uomini più fidati come l'ex ministro e coordinatore del Pdl Claudio Scajola. Sono i verbali di Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle Relazioni istituzionali di Finmeccanica, a svelare ai pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock i retroscena delle commesse internazionali trattate in India, a Panama, in Indonesia e in Russia. Ma non solo. Perché l'ordinanza di arresto per il manager Paolo Pozzessere svela la presenza di altri testimoni preziosi, come il direttore generale di Fincantieri Giuseppe Bono e come lo stesso ex presidente e amministratore delegato della holding specializzata in sistemi di Difesa Pierfrancesco Guarguaglini, ascoltato dai magistrati come testimone.

«Vogliono l'11 per cento»
È il 10 novembre quando Borgogni viene interrogato sulla trattativa avviata da Fincantieri e Finmeccanica per la fornitura di 11 fregate militari al governo brasiliano che si era improvvisamente arenata. «Il canale tra l'Italia e il Brasile era rappresentato dall'onorevole Claudio Scajola e dal parlamentare napoletano Massimo Nicolucci e ciò perché Scajola era molto legato al ministro della Difesa brasiliano Jobin. Preciso che, anche se all'epoca Scajola era ministro dello Sviluppo economico il suo dicastero non aveva nulla a che fare con l'affare della fornitura delle fregate. Paolo Pozzessere, che curò i rapporti tra Fincantieri e Finmeccanica, mi disse di aver appreso dal dottor Giuseppe Bono (direttore generale di Fincantieri) che in cambio delle illustrate agevolazioni era stato pattuito un "ritorno" - che avrebbe dovuto pagare la stessa Fincantieri quale contratto di agenzia - dell'ammontare dell'11 per cento dell'affare complessivo pari per la sola Fincantieri a 2,5 miliardi di euro. Tale cifra di "ritorno" percentuale - secondo quanto riferitomi da Pozzessere - doveva essere parzialmente destinata tra Scajola e Nicolucci da una parte e Jobin dall'altra».
Il manager svela anche il coinvolgimento dei vertici di Finmeccanica: «In una fase immediatamente successiva appresi sia da Pozzessere sia dall'allora amministratore delegato Pierfrancesco Guarguaglini - evidentemente messo a parte da Pozzessere - che era stata chiesta anche a noi di Finmeccanica la stessa percentuale di "ritorno" dell'11 per cento della nostra parte in affari (pari anch'essa a 2,5 miliardi di euro). Al riguardo Guarguaglini mi disse di aver detto a Pozzessere che la percentuale massima di "ritorno" che lui era disposto a pagare era quella del 3 per cento. Come ho detto tale percentuale doveva essere pagata sia da Fincantieri, sia da Finmeccanica tramite la stipula di un contratto di agenzia in Brasile in capo a un agente evidentemente indicato dal ministro Jobin. Non so se Finmeccanica ha già stipulato tale contratto. Credo che Fincantieri l'abbia sicuramente stipulato. Almeno così mi è stato detto».
Anche Giuseppe Bono assegna al faccendiere questo ruolo quando racconta di essere andato a palazzo Grazioli per l'affare delle fregate dopo che Lavitola gli aveva chiesto «un compenso per l'attività svolta nella firma degli accordi e Berlusconi mi disse che lui era il suo fiduciario per il Brasile». 

2 comentários:

  1. Flavio...

    Eu estranharia se alguém afirmasse que tratou de negócios com qualquer eminente político brasileiro e que este é honesto. Isto sim seria de causar espanto. Dizem que não é certo generalizar mas convenhamos, se um rouba e outro sabe, é dever moral do “honesto” denunciar, logo, se não denuncia, é conivente. É igualmente bandido.Portanto generalizo, pois não há “anjinhos” na política nacional. Apesar da notícia ser negativa para a já arranhada imagem do Brasil, a imunda imagem de nossos administradores/políticos, agora, se mostra verdadeira, porque a imprensa estrangeira divulga o que a nacional não faz questaõ de comentar esconde pois o jornalismo do exterior não tem os interesses dos jornaleiros do Brasil que sequer comenta as denúncias que vem da Itália.
    O personagem citado na reportagem é somente mais um. Se, quando estava a frente do Ministério da Defesa, foi capaz de fantasiar-se de samambaia (roupa camuflada) para brincar de soldado o que o impediria de se fantasiar de político para brincar de enriquecer?
    Quando escrevo leio sobre políticos brasileiros, a corriola sindicalista e assemelhados, invariavelmente lembro dos romanos Crasso e Pompeu, do escravo Spartacus, da Via Ápia (estrada entre Cápua e Roma) e do final da história..

    abs.
    Sicário

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  2. Olá Sicário,
    É tudo muito triste, "o final da história" merece ser repensado.
    Abs.,

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